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La Verità sul Principato di Seborga

Il Principato Abbaziale di Seborga è una minuscola entità territoriale, di circa 4 km2, stato sovrano indipendente a seguito dell’approvazione dei primi statuti e regolamenti, redatti nel 1261, presso la Cappellania di San Michele in Ventimiglia.

Il territoio di Seborga, comprensivo del Cuneo (terreno che confina coi comuni di Perinaldo e San Remo) e della Cappellania di San Michele in Ventimiglia fu donato dal Conte Guidone di Ventimiglia ai Monaci dell’Abazia di Lerino (isola di fronte a Cannes-Francia) nell’anno 954 d.C.

Il Principato Abbaziale di Seborga  fu governato da un Principe-Abate dal 1261 sino al 30 gennaio 1729. Il Sovrano di Seborga veniva eletto tra i monaci dell’omonima Abazia unitamente ai monaci dell’Abazia di Lerino sita nell’isola di Sant’Onorato, di fronte a Cannes (F). L’isola di Lerino, mediante la « Seborca », costituiva un’enclave  nella Repubblica di Genova e dipendeva a livello territoriale dalla  Contea di Provenza, poi dal Regno di Francia e oggi appartiene alla Repubblica Francese, mentre il Principato Abbaziale di Seborga è diventato un presidio dei  Savoia nel 1729, indi per cui oggi è un comune della Repubblica Italiana.

Per precisare i Savoia, non volendo rinunciare al tanto sospirato territorio strategico, convinsero l’Abate di Lerino , a riunire la congregazione dei Padri di Lerino del 11 dicembre 1728 e confermare la tanto sospirata alienazione al Re di casa Savoia indi per cui effettuare la vendita a Parigi il 30 gennaio 1729.

In uno scambio di comunicazioni del 12 gennaio 1729, tra l’Avvocato Lea e l’Arcivescovo Principe di Embrun, Pierre Guerin de Tencin, Commissario Apostolico e delegato dal Papa per l’approvazione della vendita, che tra l’altro cita la già tentata vendita del 1697, fu menzionata una missiva di Papa Benedetto XIII , del 13 ottobre 1728 (Nostra Apostolica Petitum) che autorizzo’ la vendita a condizione che venissero pagati i debiti che gravano nel Pricipato. Codesta missiva recita testualmente: « …in exstravaganti ambitiosa contrabona Eccelsia alienantes statutis…» (fonte Archivio di Stato di Torino).

L’Arcivesco e Principe della città metropolitana di Embrun, Pierre Guerin de Tencin fu delegato dal Sommo Pontefice per definire la controversia tra la Repubblica di Genova che poteva contare sull’amicizia del Priore di Seborga, Monsignor Giuseppe Biancheri e l’Abate di Lerino Principe di Seborga, Sua Altezza Reverendissima Fauste de Ballon, spinto dai Savoia all’alienazione dell’Antico Principato Abbaziale di Seborga.

Il Commissario Apostolico, effettuo’ una minuziosa inchiesta, iniziata a Parigi e conclusa a Versailles in data 8 luglio 1728. Tale documento prevedeva ben 9 punti da rispettare. Si ritiene indispensabile sottolineare che per l’alienazione definitiva serviva l’autorizzazione dei Padri dell’Abazia di Montmajour di Arles, poiché nel documento originario di donazione del Conte Guidone, risalente al 954, in caso di tentata alienazione da parte dei Padri e Monaci Cistercensi dell’Isola di Lerino, del suddetto territorio di Seborga (ivi compresa la Cappellania di San Michele in Ventimiglia ed i terreni circostanti) il lascito sarebbe stato trasferito d’ufficio ai Padri di Mont Majeur d’Arles. Per cui il delegato del Sommo Pontefice, Arcivescovo e Principe di Embrun, interpello’ i suddetti Padri benedettini di Arles che quantificarono l’importo di risarcimento per l’alienazione ai Savoia in 15.000 lire di valuta sabauda.

L’importo di vendita, ricordiamo fissato in 147.000 Lire di valuta sabauda, doveva essere per cui decurtato della somma pari a 15.000 Lire di valuta sabauda, fissata per il risarcimento dei Padri di Montmajour di Arles. La restante somma di 132.000 Lire di valuta sabauda, secondo il documento visionabile presso l’Archivio di Torino, redatto presso lo studio notarile in Parigi, avrebbe dovuto essere versata alla Repubblica di Genova per saldare i debiti contratti nel lontano 1584, con relativa quietanza da allegare all’atto di alienazione.

Ad ogni modo, il delegato dal Sommo Pontefice Benedetto XIII, autorizzo’ la vendita ivi condizionata in assenza di una ulteriore autorizzazione papale.

Il contratto di vedita fu stipulato dall’Avvocato Francesco Lea, presente un rappresentante dell’ultimo Principe-Abate, Sua Altezza Reverendissima Mons. Fauste de Balon, il Reverendo economo dell’Abazia di Lerino, Padre Benoit de Benoit. La somma fu fissata in 147.000 lire di valuta sabauda. La vendita fu effettuata a Parigi in presenza di un notaio che ne registro’ gli effetti.

Copia del suddetto atto alienazione ai Savoia è custodita presso l’Archivio di Stato di Torino (I).

Purtroppo il creditore principale dei monaci, la Repubblica di Genova, non incasso’, volutamente o non volutamente, il titolo di credito che il Re fece consegnare al Reverendo Economo delegato all’atto.

Per cui tale atto divenne giuridicamente nullo e non avvenuto.

Il Re di Sardegna prese possesso del territorio di Seborga a seguito del rogito notarile in Parigi, ma non poté mai freggiarsi del titolo di Principe di Seborga in assenza del perfezionamento dell’atto di acquisto. Il Principato Abbaziale cadde in uno status “dormiente” ovvero inattivo dal 30 gennaio 1729 sino al 29 settembre 2019, giorno della sua riattivazione formale.

Dal 2 giugno 1946 il territorio di Seborga è un comune della Repubblica Italiana e viene amministrato dal suo Sindaco eletto tra i cittadini e residenti seborghini.
Alcuni di questi, cappeggiati dal floricoltore seborghino Giorgio Carbone, al fine di voler ristabilire l’indipendenza a Seborga, elessero impropriamente, negli anni ottanta, il proprio Principe di Seborga, denominato :Giorgio I.

Tale votazione fu disposta in assenza di una minuziosa conoscenza storico-giuridica, in quanto tale diritto spettava esclusivamente agli aventi diritti al voto per l’elezione della carica ad vitam del Principe-Abate, ovvero i monaci dell’Abazia di Seborga.

Giuridicamente non è possibile traslare un diritto costituito da religiosi a laici o appassionati di antichi ordini cavallereschi. Solo i presbiteri e i monaci a Seborga detenevano e detengono oggi l’esclusivo diritto di eleggere il capo della congregazione religiosa a sua volta capo dello Stato Monastico, ovvero il Principe-Abate. Per cui i presunti successor di Giorgio Carbone, Marcello Menegatto o la sua ex-moglie Nina Dobler, oppure il Dott. Diego Beltrutti, è lecito supporre che non abbiano studiato a fondo la storia di Seborga, né i fondamenti storici, giuridici e religiosi su cui è stato fondato il Principato di Seborga. Non citiamo per brevità altri soggetti che rivendicano il “trono” di Seborga, presunti eredi di Napoleone o di altre famiglie imperiali o aristocratiche, perché lontani anni luce dalla realtà storico-giuridica e teologica di Seborga.

Quanto rivendicato da Giorgio Carbone che oggi viene erroneamente enunciato nelle rivendicazioni dei suoi presunti successori, è riassumibile in cinque punti focali:

1)Seborga divenne un Principato Monastico nel lontano 1079.

2)I Cavalieri Templari tra cui alcuni Gran Maestri passorono per Seborga, ivi deposero le spade e divennero Monaci.

3)L’atto di vendita del 30 gennaio 1729 non venne legalmente ed ufficialmente mai registrato.

4)L’atto di vendita del 30 gennaio 1729 riguardava il semplice possesso dei territori di Seborga e non la sovranità su di essa.

5)I Monaci hanno lasciato Seborga per cui il diritto di eleggere il Principe passa ai cittadini e residenti di Seborga, per i signori Marcello Menegatto e Nina Dobler oppure ai cavalieri di ispirazione templare o del Santo Sepolrco, fondati da Giorgio Carbone, oggi presieduti dal Dott. Diego Beltrutti e/o altri.

A seguito del minuzioso studio storico-teologico condotto dal Principe-Abate, Sua Altezza Reverendissima Giovanni Luca (al secolo Gianluca de Lucia) è doveroso precisare brevemente quanto segue:

1)Seborga divenne un Principato Abbaziale, ovvero retta da un Principe-Abate nell’anno 1261, anno di redazione ufficiale degli Statuti e Regolamenti del Principato Abbaziale.

2)La sola presenza, di una Cappella intitolata a San Bernardo e di un Oratorio di San Giovanni de Matha in Seborga, non conferma ufficialmente che i Cavalieri del Tempio abbiano deposto le armi a Seborga e siano divenuti i monaci che costituirono anni in seguito il Principato Abbaziale di Seborga. Per cui ogni sua presunta emanazione è da riternersi folcloristica e puramente amatoriale.

3)L’atto di vendita autorizzato da Papa Benedetto XIII nel 1728, redatto e registrato a Parigi il 30 gennaio 1729 è conservato in copia presso l’Archivio di Stato di Torino.

4)Tale atto di vendita stipulo’ la cessione dei territori di Seborga, le pertinenze come ad esempio la Cappellania di San Michele (oggi Chiesa di San Michele a Ventimiglia) e i titoli nobiliari di cui si fregiavano gli Abati di Seborga e Lerino.

5)I monaci lasciarono Seborga perché il Re di Sardegna effettuo’ il pagamento di due titoli di credito ricevuti come da quietanza in atto dal Presbitero Economo, Padre Benoit de Benoit, delegato dall’Abate Fauste de Ballon per l’atto effetuato a Parigi.

Prima di spiegare che cos’è l’Ordine Monastico di Seborga è doveroso fare due precisazioni che ti aiuteranno a comprendere perché abbiamo proceduto a ricostituire una congregazione religiosa a Seborga e decidere di riattivare ufficialmente lo Stato Monastico inattivo:

1)Il Principato Abbaziale di Seborga perse ogni dovere di legazione con l’Abazia di Lerino che costitui’ lo Stato Abbaziale per effetto della vendita del 1729 ed in vrtù della chiusura dell’Abazia stessa in data 1788 da Napoleone.

2)Il Vaticano perse ogni diritto di sovranità ed autonomia al di fuori delle mura vaticane nel 1929 a seguito della firma dei “Patti Lateranesi” .

Per cui l’unica soluzione, secondo i modesti ed intensi studi dei doucumenti ufficiali disponibili presso gli Archivi di Stato sia italiani che francesi che il Principe-Abate ha intrapreso in questi anni, ha definito la costituzione di una congregazione religiosa in Seborga, nella fattispecie, l’Ordine Monastico di Seborga, slegata dal Vaticano ma incardinata in un ente religioso che abbia rapporti ufficiali con la Chiesa Cattolica Romana.

L’Associazione di culto monegasca, presieduta da Gianluca de Lucia è un’emanazione religiosa della Chiesa Cattolica Nazionale Polacca (Polish National Catholic Chruch), chiesa che fu creata negli USA da uno scisma col Vaticano nel 1909. La P.N.C.C. è una delle poche chiese al mondo, di matrice scismatica “recente” che ha rapporti ufficiali col Vaticano dal 1994 per volere di San Giovanni Paolo II.

Per cui il 29 settembre 2019, Gianluca de Lucia, in allora presidente laico dell’associazione di culto monegasca, è diventato monaco-oblato dell’Ordine Monastico di Seborga, unitamente ad altri confratelli, ricevendo i due voti previsti: obbedienza e moderazione (un livello più mite della povertà) e nelle medesima occasione è stato eletto Abate Commendatario della neo costituita Abazia di Seborga, formalizzando de facto la riattivazione del Principato Abbaziale di Seborga.

Oggi tale data è commemorata ogni anno a Seborga in ricordo dell’Avvenuta ricostituzione dello Stato Abbaziale.

Il forte desiderio di provare a riunificare i cristiani nel mondo, secondo quanto disposto dal Vangelo di San Giovanni: “UT UNUM SINT”, ha fatto intraprendere una decisione focale da parte dei membri dell’Ordine Monastico di Seborga, trasformando tale congregazione religiosa in un ibrido cattolico-ortodosso, per effetto della comunione di fede ed intenti con la Chiesa Ortodossa Italiana Autocefala Antico Orientale (C.O.I.A.A.O.), fondata dal Professor Alessandro Meluzzi, celebre psichiatra italiano. Tale chiesa ha rapporti ufficiali con la Chiesa Ortodossa Etiope, detta “Tewahedo” .

Il primo novembre 2019 l’Abate Commendatario di Seborga, già consacrato Diacono è stato ordinato Sacerdote dall’allora Vicario Generale della C.O.I.A.A.O.

Il 28 dicembre 2019 si è proceduto alla cerimonia di istallazione dell’Abate Mitrato di Seborga, che assume il titolo di Sua Altezza Reverendissima Giovanni Luca, Principe -Abate di Seborga. In tale data si è proceduto all’adozione della nuova Costituzione del Principato di Seborga. Oggi tale data è festa nazionale a Seborga dedicata ai Principi-Abate di Seborga.

Il Principe-Abate, desiderando di seguire una confessione prettamente cristiana ortodossa, non copta o di rito antico orientale, ha lasciato Chiesa Ortodossa Italiana Autocefala Antico Orientale fondata dal Prof. Meluzzi.

Confermando il desiderio di essere un prelato cristiano ortodosso, è stato incardinato nela Chiesa Autonoma Ortodossa Italiana, presieduta dall’Arcivescovo Primate, Sua Eminenza Reverendissima Mons. Teodoro (al secolo Prof. Armando Corino);

tale chiesa dispone di una regolare Successione Apostolica essendo una diretta emanazione della Ucrainian Autocephalus Orthodox Church (U.A.O.C.) che fu presieduta da Sua Santità Filarete.

Nel mese di febbraio 2022, il Principe-Abate di Seborga è stato regolarmente consacrato Vescovo da S.E. Rev.ma Mons. Teodoro, coadiuvato da S.E. Mons. Pietro, assumendo il Titolo di Arcivescovo del Principato Abbaziale di Seborga e del Principato di Monaco.

Per cui desideriamo affermare che tutti coloro che non si sono documentati su nocumenti ufficiali, depositati presso gli archivi di stato italiani o francesi, non hanno alcun titolo di esprimere ilarità o derisione nei nostri riguardi, né tantomeno rivendicare la loro presunta sovranità sul Principato di Seborga, prerogativa esclusiva dei presbiteri e monaci di Seborga, da sempre.

Ti ringraziamo nuovamente per la tua preziosa attenzione.